L’apprendimento delle macchine non conosce sosta. Per molti è diventata anche una questione di privacy. Una continua estrazione di dati dai nostri comportamenti quotidiani online e offline. Per altri è il futuro. È l’apprendimento dell’Intelligenza Artificiale (AI): determinante in ogni settore, figuriamoci in quello dello svago e del tempo libero, tipo gaming o gambling. Gli esempi si sprecano, il catalogo di app, domotica e giochi si amplia ogni giorno a velocità inaudite. Che dire, ad esempio, dell’ultima innovazione di FIFA 22?

Rilasciata a ottobre 2021, la nuova versione del videogame più venduto in Italia si presenta subito con una novità che non passa inosservata – sviluppata con AI, ovviamente. E dopo qualche minuto di gioco è tutto abbastanza chiaro e lampante. Gli esperti di Eletronic Arts hanno catturato la sincronia di movimento dei 22 giocatori in campo tramite Intelligenza Artificiale, restituendo così non solo le transizioni coordinate di ogni singolo atleta, ma anche le relazioni che si instaurano tra loro e le dinamiche in base allo spostamento continuo del pallone. Il risultato coinvolge diversi aspetti: le partite sono più realistiche da vedere e da giocare, i calciatori sono più reattivi, mentre la sfera aggiunge a ogni match una maggiore imprevedibilità, elemento assente nella versione precedente. In pratica, la differenza c’è, si vede e si sente.

La tecnologia che ha permesso tutto questo si chiama HyperMotion. E sembra non aver a che fare con il GPS installato sulla schiena dei calciatori, quella che crea un’insolita gobbetta sotto la maglia – forse. Quello è il GPS per la valutazione delle performance atletiche: in altre parole, un’altra delle estrazioni di dati accennate in apertura. Insomma, la tecnologia HyperMotion di FIFA 22, essenziale per tutte le nuove tipologie di console tra cui PS5, Xbox Series X/S e Stadia, ha catturato quattromila nuovi movimenti di gioco tramite un algoritmo di apprendimento automatico allenato con circa 8,7 milioni di fotogrammi necessari per la realizzazione di nuove animazioni. I giocatori sono più realistici. Ibrahimovic per credere: i suoi contrasti hanno maggiore fisicità, ad esempio. Tutto questo è ciò che succede in un angolo del mondo, quello del gaming e dei videogame da consolle… perché poi c’è molto altro.

Sul fronte del gambling, ad esempio, le caratteristiche dei siti scommesse che operano in Italia consentono un’esperienza di gioco online ancora lontana dall’interattività in stile videogame. È qualcosa che ancora manca. E forse non si tratta solo del panorama italiano. Parliamo di qualcosa come Gonzo’s Quest VR, sviluppata in simbiosi con i visori 3D Oculus: una modalità di intrattenimento virtuale progettata mediante AI che permette di interagire sul serio con il gioco indossando gli occhiali speciali. Gonzo’s Quest è la fortunatissima slot machine ideata dagli svedesi di NetEnt in cui il conquistadores spagnolo Gonzalo Pizarro si avventura in Amazzonia e sui rulli: tra wild, bonus e free spin. Ma occhio: i wild non sono i selvaggi del nuovo continente, piuttosto i simboli speciali tipici delle slot. A pieno schermo compaiono i rulli tipici delle VTL, i simboli e i premi corrispondenti, i moltiplicatori, le linee di puntata e molto altro. Con Gonzo’s Quest 3D l’esperienza di gioco è immersiva perché sfrutta la tecnologia dei visori 3D Oculus Rift, e la grafica del gioco, che unisce la dinamica arcade con quella delle slot da casinò, è sicuramente fuori dal comune. Quello della software house NetEnt è un progetto iniziato già nel 2017, su cui gli sviluppatori della casa svedese sono stati pionieri indiscussi. Gonzo’s Quest 3D è un progetto di realtà virtuale che punta a conquistare un nuovo segmento di giocatori più esigenti e attenti ai nuovi trend del digitale.

Aspettiamoci di tutto, allora. Perché il virtuale è reale. Perché, come affermò Mark Weiser, l’informatico famoso per il concetto di ubiquità computazionale: “Le tecnologie più profonde sono quelle che scompaiono. Si legano al tessuto della vita quotidiana fino a diventare indistinguibili da esso.”.