TV in streaming on-demand, videogame, piattaforme di gioco a distanza, contenuti di e-learning: ormai sempre più utenti scelgono di provare i servizi online gratis, prima di sottoscrivere un abbonamento oppure prima di acquistare un prodotto. Gli operatori che offrono questa opportunità, si assicurano un primo contatto con il potenziale cliente, che lascerà i suoi dati alla registrazione, mentre gli utenti hanno modo di testare funzionalità e contenuti del servizio, senza pagare, almeno in fase iniziale: ormai le prove gratis sono un must, soprattutto in ambito entertainment.

Il problema può arrivare quando, al termine della prova o del periodo di testing, l’utente sceglie di non rinnovare il servizio, o di non continuare a usare la piattaforma. I termini e le condizioni dell’utilizzo del servizio sono per legge chiariti dall’operatore nella fase di sottoscrizione, anche se non sempre molto visibili tra le clausole. Ecco, a seconda del tipo di prova che si è scelto, quali sono di solito i passaggi da fare per evitare rinnovi automatici o proroghe indesiderate.

Videogame: che succede dopo la prova demo?

Le modalità di prova gratis dei videogiochi sono soggette a termini e condizioni che l’utente dovrebbe leggere bene prima di aderire. Partendo dai videogame, i test gratuiti più comuni sono le versioni demo e quelle prova. Nel primo caso il gioco viene rilasciato dall’azienda madre in versione incompleta, ma utile a capire le atmosfere, i contenuti e la giocabilità generale del titolo, mentre nel secondo caso l’utente ha la possibilità di effettuare il download del game nella sua interezza, di provarlo per un limite di tempo prestabilito, per poi scegliere se comprarlo oppure no.

Le condizioni variano di volta in volta, a seconda dell’operatore oppure della piattaforma. In questi casi, non esiste una vera e propria disattivazione del servizio, ma è importante sapere in anticipo se sono previsti dei vincoli di acquisto una volta ultimata la prova, se i salvataggi e i DLC vengono mantenuti oppure se saranno ancora fruibili soltanto comprando il gioco. La prova, inoltre, si basa sulle ore di esecuzione effettive del gioco; quindi, è bene fare attenzione anche a questo aspetto, per evitare di perdere tempo.

Giochi con vincita a distanza: cosa accade dopo la prova free?

L’altro tipo di prova  gratuita nel campo dei giochi online riguarda le piattaforme dei casinò a distanza legali, che, sempre nella loro finalità di marketing, concedono i bonus casino senza deposito a chi vuole provare il palinsesto senza effettuare un versamento iniziale, e dunque senza aprire un effettivo conto di gioco. I casino bonus senza deposito possono consistere in giri gratis sulle slot oppure in una sorta di credito in denaro virtuale, erogato dall’operatore, da spendere nei vari giochi. Anche in questo caso non esiste una vera e propria disattivazione del servizio, e il giocatore può decidere o meno se effettuare un deposito dopo la prova. I concessionari richiedono però, per legge, la registrazione alla piattaforma e l’invio del documento di identità per attestare la maggiore età dell’utente. Inoltre, sempre leggendo bene i termini e le condizioni del contratto, il giocatore si deve assicurare se esistono dei vincoli di tempo per il riscatto del bonus, delle limitazioni sui tipi di giochi offerti in prova, ed entro quanto tempo sarà effettuato lo storno del credito ancora eventualmente presente.

Prove gratuite delle piattaforme in streaming: come si disattivano i servizi

Le piattaforme di streaming on-demand sono l’altra grande categoria di servizi entertainment che, anche se non sempre, concede dei periodi di prova gratis del servizio. In questo caso, rispetto ai videogame e al gioco d’azzardo a distanza, il periodo di prova, laddove presente, è di solito di una settimana, oppure di un mese perché, per ovvi motivi, il potenziale futuro abbonato deve poter avere il tempo necessario per il testing. Partito con Netflix – che ora l’ha sospeso – il trend delle prove gratis è un servizio che attualmente concedono operatori come Amazon Prime Video, Apple TV+,  Mediaset Infinity+, YouTube Premium, Spotify.

La prima cosa a cui prestare attenzione è se, una volta conclusa la prova free, esiste – e di solito esiste – un rinnovo automatico del servizio a pagamento, ma anche quando scatterà l’opzione, quale sarà il costo, e se sarà possibile annullarla. Di solito, poiché l’opzione del rinnovo è specificata al momento dell’adesione alla prova gratuita, il sopraggiunto rinnovamento in automatico non può essere disdetto, e bisognerà aspettare il termine successivo di scadenza. Meglio conoscere in anticipo il giorno esatto della proroga o del rinnovo, per poter accedere per tempo al proprio account sulla piattaforma ed effettuare l’annullamento dell’abbonamento. Ogni operatore ha la propria politica di termini e condizioni, anche se, come si vedrà, il diritto di recesso è disciplinato in modo univoco nel campo dei servizi online.

Il diritto di recesso dei servizi online

Ai sensi del Codice del Consumo, il diritto di recesso non si applica quando la prestazione del servizio richiesto da parte dell’operatore è stata completata e pienamente erogata, dietro l’approvazione dell’utente con l’apposita registrazione tramite form online. Questo, dunque, per esteso, è un meccanismo che si applica anche alle prove gratuite dei servizi.

Il rinnovo tacito del servizio, inoltre, secondo la legge, è pienamente legittimo, a patto che i termini e le condizioni siano chiaramente specificati dall’operatore alla sottoscrizione del contratto, in una clausola che sia ben visibile, meglio se separata oppure inoltrata all’utente tramite e-mail.