
Da una nuova indagine di Check Point, Microsoft è risultata il marchio più colpito dal phishing negli ultimi mesi.
Microsoft rimane l’esca preferita dal phishing
Con il 22 % del totale nel quarto trimestre del 2025, Microsoft continua a detenere il primato di azienda ad aver subito più tentativi di phishing negli ultimi mesi del 2025. A essere presi di mira sono essenzialmente i suoi servizi tra i preferiti ad essere impersonati per colpire milioni di utenti.
Nel quarto trimestre del 2025, Microsoft si è nuovamente classificata come il marchio più imitato negli attacchi di phishing, rappresentando il 22% di tutti i tentativi di phishing , secondo i dati di Check Point Research. Questo conferma una tendenza pluritrimestrale in cui gli aggressori abusano sempre più di marchi aziendali e consumer affidabili per raccogliere credenziali e ottenere l’accesso iniziale.
Google segue al secondo posto con il 13%, mentre Amazon è salita al terzo posto con il 9%, spinta dal Black Friday e dalle vendite natalizie, superando Apple. Dopo una prolungata assenza, Facebook (Meta) è rientrata nella top 10, piazzandosi al quinto posto, a dimostrazione del rinnovato interesse degli aggressori per l’appropriazione indebita degli account sui social media.
La tecnologia continua a dominare il phishing dei marchi
Per settore, il settore tecnologico è rimasto la categoria più imitata nelle campagne di brand phishing durante il quarto trimestre del 2025. La sua predominanza riflette l’attenzione degli aggressori sulle credenziali in grado di sbloccare l’accesso aziendale, i servizi cloud e le piattaforme di identità.
Alla tecnologia hanno fatto seguito i social network, trainati da un aumento del phishing legato a Facebook, e i servizi finanziari, che continuano a essere sfruttati in modo improprio per frodi dirette e furti di pagamenti.
I 10 marchi più imitati nel phishing – Q4 2025
Di seguito sono elencati i marchi più frequentemente impersonati negli attacchi di phishing durante il quarto trimestre del 2025, classificati in base alla quota complessiva:
- Microsoft – 22%
- Google – 13%
- Amazon – 9%
- Mela – 8%
- Facebook (Meta) – 3%
- PayPal – 2%
- Adobe – 2%
- Prenotazione – 2%
- DHL – 1%
- LinkedIn – 1%
Il continuo predominio di Microsoft e Google riflette il loro ruolo centrale nei flussi di lavoro relativi a identità, produttività e autenticazione, rendendo le credenziali rubate particolarmente preziose per gli aggressori.
In ogni caso il consiglio rimane sempre quello di fare attenzione alle e-mail sospette, e più in generale di non cliccare su link insoliti o scaricare e aprire file di dubbia provenienza. Trovate una guida per difendervi dal phishing in quest’altro articolo. Cosa ne pensate di questi dati? Vi sentite al sicuro utilizzando i servizi Microsoft? Scrivete la vostra opinione nei commenti.
Articolo di Windows Blog Italia
Fonte | CheckPoint