L’attesa per il nuovo OS è agli sgoccioli e i legali di Microsoft si stanno occupando di rifinire gli ultimi dettagli burocratici. E, dunque, oggi l’azienda ha aggiornato i termini di supporto per i propri sistemi, includendo l’ultimo arrivo.

Windows 10 godrà dello stesso supporto decennale fornito ai suoi predecessori: cinque anni di mainstream support a partire dal prossimo 29 luglio e cinque anni di extended support, fino al 2025. Non è ancora dato sapere cosa accadrà dopo la fine del supporto, viste le dichiarazioni di maggio che vedevano Windows 10 come l’ultimo Windows.

Quel che è certo è gli aggiornamenti per il nuovo sistema saranno differenti da quelli che siamo stati abituati a vedere negli ultimi anni. Arriveranno con maggior frequenza e, soprattutto, introdurranno nuove funzioni, oltre ai soliti fix, scardinando il concetto canonico secondo il quale nuova versione = nuovo nome. E che i dispositivi dovranno essere aggiornati per rimanere supportati – vedasi, a tal proposito, l’impossibilità per gli utenti Home di disabilitare gli aggiornamenti automatici.

“Updates are cumulative, with each update built upon all of the updates that preceded it. A device needs to install the latest update to remain supported. Updates may include new features, fixes (security and/or non-security), or a combination of both. Not all features in an update will work on all devices. A device may not be able to receive updates if the device hardware is incompatible, lacking current drivers, or otherwise outside of the Original Equipment Manufacturer’s (“OEM”) support period. Update availability may vary, for example by country, region, network connectivity, mobile operator (e.g., for cellular-capable devices), or hardware capabilities (including, e.g., free disk space).”

Nei termini, inoltre, si legge una clausola riguardante gli OEM: pare, infatti, che questi ultimi avranno un ruolo importante nel determinare il ciclo di vita dei dispositivi, al pari di una più ovvia necessità di compatibilità hardware. Ma non disperate: sarà comunque possibile installare manualmente le nuove versioni di sistema – lo è anche oggi con le build Insider Preview e i computer non supportati – ma non saranno garantite delle performance ottimali.

Articolo di Windows Blog Italia
Fonte | ZDnet