Proteggere la cronologia di navigazione

Quando passeggiamo in città, nessuno controlla dove andiamo (beh, tranne se lo smartphone è acceso o siamo sorvegliati speciali delle forze dell’ordine). Ma nel mondo di Internet le cose sono molto diverse.

Come ci spostiamo attraverso i siti web, ogni nostra azione è trasparente. Che ne siamo a conoscenza o meno, le nostre mosse sono costantemente tracciate tramite i coockie, che consentono ai siti come Google di creare profili incredibilmente dettagliati di chi siamo. Questo è il motivo per cui spesso si sentono le persone dire che Google conosce i nostri problemi di salute prima ancora di noi stessi. O che il nostro matrimonio è in crisi. E questo è un pensiero piuttosto spaventoso.

Ma forse questo è solo il risultato di una isteria da Internet? Cosa ci dice realmente la cronologia del browser sulla nostra identità, e per cosa può essere usata? Questo articolo indagherà su questo problema e proverà a mettere le cose in prospettiva.

Ma che cos’è la cronologia di navigazione?

Prima di tutto, mettiamo in chiaro cosa intendiamo per “cronologia di navigazione”. Ci sono un paio di modi in cui può essere interpretata. Innanzitutto può essere intesa come la registrazione che il browser conserva nel suo archivio storico. Questo può registrare e ricordare ogni sito visitato, potenzialmente dal primo fino all’ultimo giorno di utilizzo del browser.
Ma non è questo l’unico modo in cui pensare alla cronologia del browser. Il nostro passato online è registrato anche da soggetti terzi, come i proprietari dei cookie e il nostro ISP.

E, se siamo connessi a reti pubbliche o aziendali, c’è una possibilità che i gestori della rete (o anche degli hacker) possano vedere la nostra sessione di navigazione. Quindi ci sono alcuni buchi da tappare.

Per quanto sono conservati i log di navigazione dall’ISP?

Le tracce delle nostre abitudini di navigazione possono essere facilmente rimosse localmente cancellando la cronologia. Ma quando si parla di quelle dell’ISP, le cose non sono proprio semplici.

Negli Stati Uniti non ci sono leggi specifiche che obbligano i gestori telefonici a conservare le informazioni di DND e IP visitati dai propri clienti. Ma sappiamo che hanno le possibilità di tracciare queste informazioni. Per l’appunto, Edward Snowden ha lasciato trapelare dei dettagli su XKeyscore, un’app che permetter alla NSA di tracciare tutto quello che facciamo online. E questo può essere possibile solo con la complicità degli ISP.
Inoltre, ISP Sonic si è impegnato a cancellare i log IP dopo due settimane. Questo è fantastico, ma suggerisce che gli ISP tengono regolarmente i record dei clienti per molto più tempo. Facendo una stima prudente, è probabile che gli ISP conservino la cronologia di navigazione fino a 18 mesi.

Come mettere in sicurezza la propria cronologia di navigazione

Mentre non c’è certezza circa la reale estensione della registrazione IP e la conservazione delle cronologie di navigazione dei clienti, una cosa è certa: ci sono modi per minimizzare le informazioni che forniamo su ciò che facciamo online. Ecco alcuni suggerimenti affidabili per mantenere la cronologia di navigazione privata e rendere quasi impossibile per le aziende e i governi conoscere cosa facciamo online.

  1. Installare una Virtual Private Network (VPN) di alta qualità
    Il primo consiglio è fondamentale. Le VPN sono la prima linea difensiva per chiunque voglia mettere al sicuro la propria cronologia di navigazione.
    Perché? Le VPN criptano ogni singolo dato che lascia il nostro computer o smartphone. E aseggano a ogni utente un indirizzo IP anonimo. I gestori telefonici necessitano di un IP per registrare quello che facciamo online, e se queste informazioni sono criptate, nessuno riuscirà a leggere facilmente le nostre e-mail.
    Trovare una buona VPN è vitale, ed è meglio evitare le soluzioni gratuite o economiche. Se vi annoia scegliere un provider idoneo, NordVPN è un’ottima scelta, e troverete un dettagliato approfondimento di quello che ha da offrire a questo indirizzo.
  2. Passare a un ISP che ci tiene alla privacy
    In precedenza, abbiamo menzionato Sonic.net, ma non è l’unico ISP coscenzioso. Sonic memorizza la cronologia per un massimo di due settimane, mentre i fornitori mainstream come Verizon la conservano fin quando ne sentono il bisogno.
    Il problema è che gli ISP concentrati sulla privacy non sono esattamente onnipresenti. Insieme a Sonic, il Calyx Institute ha fatto passi verso l’offerta di nessun log (accesso a internet criptato), ma non ci sono troppe opzioni convenienti.
    Il grande guadagno risiede nella raccolta e nella mercificazione dei dati, quindi non sorprende che gli ISP abbiano prezzi competitivi.
  3. Aggiungere TOR alla connessione a Internet
    Non importa quale ISP si usa se ci si connette attraverso The Onion Router (TOR). TOR è abbastanza noto grazie alle sue connessioni al così chiamato Dark Web e ai marketplace come Silk Road.
    Tuttavia, questo è principalmente il prodotto di ideatori di miti mainstream. In realtà, TOR è un browser ben progettato, facile da usare, con le versioni per Windows, Linux e anche per i dispositivi Android.
    Funziona instradando e reindirizzando il traffico attraverso i nodi in tutto il mondo, rendendo le attività online quasi impossibili da tracciare (da qui l’idea degli strati di una cipolla). Accoppiato a una VPN, nessuno sarà in grado di spiare i siti che visitiamo.

Perché rendere il lavoro facile a ficcanaso e ISP?

Non avremmo piacere a essere pedinati da raccoglitori di dati aziendali, agenti governativi e criminali nella vita reale, quindi perché lo tolleriamo online? La nostra cronologia di navigazione fornisce una grande quantità di informazioni su chi siamo, cosa amiamo e come rivolgersi a noi. Ma non deve essere così. Adottando una buona VPN, utilizzando TOR e scegliendo un ISP che pone in primo piano la privacy, possiamo mantenere la nostra cronologia proprio come dovrebbe essere: privata e sicura.

Articolo di Windows Blog Italia