Il Pentagono ha predisposto un contratto del valore di 10 miliardi di Dollari americani all’azienda che offrirà il miglior servizio di cloud computing: è di nuovo sfida tra Amazon e Microsoft.

5 SETTEMBRE 2020 | Dopo gli svariati retroscena legali, con un comunicato rilasciato nelle scorse ore, il Pentagono ha forse messo fine alla battaglia tra Microsoft e Amazon confermando la società di Redmond vincitrice del contratto.

Il Dipartimento ha completato la sua rivalutazione delle proposte di JEDI Cloud e ha stabilito che la proposta di Microsoft continua a rappresentare il miglior valore per il Governo. Il contratto JEDI Cloud è un contratto a prezzo fisso, consegna indefinita / quantità indefinita che metterà a disposizione del DoD una gamma completa di servizi di cloud computing. Anche se l’esecuzione del contratto non inizierà immediatamente a causa dell’ordine di ingiunzione preliminare emesso dalla Court of Federal Claims il 13 febbraio 2020, il DoD è ansioso di iniziare a fornire questa capacità ai nostri uomini e alle nostre donne in uniforme.

Dal canto suo Microsoft ha prontamente risposto di aver apprezzato il lavoro del Pentagono ed essere pronta a iniziare a onorare il contratto.

Apprezziamo che, dopo un’attenta revisione, il DoD abbia confermato che abbiamo offerto la tecnologia giusta e il miglior valore. Siamo pronti per metterci al lavoro e assicurarci che coloro che servono il nostro paese abbiano accesso a questa tecnologia tanto necessaria.

Ovviamente non poteva mancare la risposta di Amazon, che non accetterà facilmente la sconfitta che, a suo dire, è dovuta alle antipatie di Trump nei confronti di Bezos – preannunciando una nuova battaglia legale.

Sul JEDI, il presidente Trump avrebbe ordinato all’ex segretario Mattis di “fottere” Amazon, ha palesemente interferito in un appalto attivo, ha ordinato al suo subordinato di condurre una “revisione” non ortodossa prima di un annuncio di aggiudicazione del contratto e poi ha bloccato un’indagine sulla sua stessa interferenza politica.

Siamo fortemente in disaccordo con la valutazione imperfetta del DoD e crediamo sia fondamentale per il nostro paese che il governo ei suoi leader eletti amministrino gli appalti in modo obiettivo e in modo libero da influenze politiche. La domanda che continuiamo a porci è se al Presidente degli Stati Uniti dovrebbe essere consentito di utilizzare il bilancio del Dipartimento della Difesa per perseguire i propri fini personali e politici? Durante la nostra protesta, siamo stati chiari sul fatto che non permetteremo che una palese interferenza politica, o una tecnologia inferiore, diventino uno standard accettabile. Sebbene queste non siano decisioni facili da prendere, e non le prendiamo alla leggera, non ci tireremo indietro di fronte al clientelismo politico mirato o ad azioni correttive illusorie e continueremo a perseguire una revisione equa, obiettiva e imparziale.

17 APRILE 2020 | Dopo le dichiarazioni del Pentagono, con un comunicato di risposta Microsoft fa la voce grossa e non le manda a dire ad Amazon, accusando la società di Bezos di aver tentato un doppio-gioco per ottenere informazioni su Microsoft e accaparrarsi il contratto per la fornitura dei servizi cloud.

Amazon non vuole semplicemente rifare i suoi prezzi ora che ha informazioni sui prezzi di Microsoft. Vuole che il Dipartimento della Difesa torni indietro e rifaccia in generale la sua valutazione di molte questioni, sperando di salvare la sua proposta perdente. Amazon, come offerente non vincente, ha ricevuto legalmente alcune informazioni sul prezzo vincente di Microsoft. Il rapporto dell’Ispettore Generale rivela ora che Amazon ha ricevuto anche informazioni proprietarie di Microsoft che non avrebbe dovuto ricevere o utilizzare – informazioni che gli stati dell’IG potrebbero potenzialmente darle “un vantaggio sleale nel mercato dei servizi cloud”. Ora che Amazon ha conservato questa conoscenza delle informazioni proprietarie di Microsoft, un rifacimento completo non può che danneggiare Microsoft e andare a beneficio di Amazon.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che le cause di protesta, e i giudici che le presiedono, svolgono un’importante funzione nel contribuire a garantire la correttezza degli appalti. Ma l’approccio suggerito da Amazon – fare un’offerta alta, perdere, riprovare – non è giusto. È l’opposto.

Gli appalti JEDI sono durati più di due anni. Il DoD ha esaminato la nostra offerta rispetto a otto distinti fattori di valutazione e 55 singoli sotto-fattori. Il dipartimento ha sottoposto i nostri prodotti e servizi a quattro singoli scenari di test, che erano composti da più di 78 singoli passi. Il risultato? Siamo stati valutati pari o superiori ad Amazon in ogni fattore di valutazione.

Amazon ha costruito il suo prezzo per l’intero approvvigionamento, e non era abbastanza buono per vincere. E ora vuole un rifacimento. Questo non va bene per i nostri combattenti di guerra. Non è un bene per la fiducia negli appalti pubblici. Non è un bene per nessuno, se non per Amazon.

15 APRILE 2020 | L’ispettore generale del Pentagono ha affermato ancora che, contrariamente a quanto sostenuto da Amazon, il contratto vinto da Microsoft non sembra essere stato influenzato dal presidente Donald Trump – maggiori dettagli a questo indirizzo.

13 MARZO 2020 | In seguito alla sospensione del contratto, il Pentagono ha iniziato a fare pressioni per rivedere i termini dell’offerta. Microsoft ha già rilasciato una dichiarazione in merito, mostrandosi favorevole a questa eventualità:

Riteniamo che il Dipartimento della Difesa abbia preso la decisione corretta quando hanno aggiudicato il contratto. Tuttavia, sosteniamo la loro decisione di riconsiderare un piccolo numero di fattori, probabilmente il modo più veloce per risolvere tutti i problemi e fornire rapidamente la tecnologia moderna necessaria alle persone delle nostre forze armate. Durante questo processo, ci siamo concentrati sull’ascolto delle esigenze del Dipartimento della Difesa, sulla fornitura del miglior prodotto e sull’assicurazione che non avessimo ritardato il processo di approvvigionamento. Non cambieremo questo approccio ora.

14 FEBBRAIO 2020 | Dopo aver perso il contratto da 10 miliardi con il Pentagono per la fornitura dei servizi cloud lo scorso ottobre, Amazon ha appena fatto sospendere quello siglato con Microsoft con un’ingiunzione in tribunale. Dietro il contenzioso ci sarebbero le divergenze tra Donald Trump e Jeff Bezos, che avrebbero influenzato la scelta del Pentagono di affidare l’appalto a Microsoft. Nel caso in cui Amazon perdesse la causa, quest’ultima potrebbe dover sborsare oltre quaranta milioni di Dollari al Pentagono.

28 OTTOBRE 2019 | Il contratto da ben 10 miliardi di Dollari, offerto dal Pentagono lo scorso aprile, è stato vinto da Microsoft che l’ha spuntata sulla rivale sul cloud Amazon. Il dipartimento della difesa americano farà uso delle infrastrutture cloud di Azure invece che di AWS.

Nuovo scontro Microsoft Vs. Amazon per i servizi cloud

Il contratto dal nome Joint Enterprise Defense Infrastructure Cloud“, dal valore stimato di circa 10 miliardi di Dollari americani, è volto alla modernizzazione dei sistemi cloud del Pentagono. Aziende di alto calibro come IBM e Oracle sono state scartate nella fase di selezione e sembra che le uniche due bigdel settore candidate a questo posto siano Amazon e Microsoft. La notizia è stata confermata da Elissa Smith, portavoce del Dipartimento della Difesa americano, che ha dichiarato:

Posso confermare che AWS (Amazon Web Services) e Microsoft sono le aziende che raggiungono i requisiti minimi delineati nella RFP (Request for Proposals).

Probabilmente sapremo molto presto quale delle due aziende vincerà questo importante contratto con il Pentagono. Chi pensate abbia i servizi di cloud computing migliori tra Microsoft e Amazon? Diteci la vostra opinione a riguardo nei commenti.

Articolo di Windows Blog Italia
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