Microsoft ha annunciato la disponibilità di due nuove feature in grado di aumentare le prestazioni con i dischi SSD NVMe.

23 MARZO 2026 | Guida aggiornata con una nuova procedura che sostituisce quella precedente perché non più funzionante – trovate i nuovi passaggi modificati più in basso nell’articolo.

Supporto nativo NVMe

Nonostante Windows supporto la stragrande maggioranza dell’hardware tuttavia Microsoft sta lavorando per migliorare le prestazioni dei dischi attivando il supporto nativo alle unità NVMe. Quest’ultimo è in grado di aumentare le prestazioni degli SSD NVMe nelle operazioni di input e output (IOPS) fino all’80 % a fronte di un risparmio di circa il 45% del carico sulla CPU rispetto al supporto non nativo. Questa funzionalità che è pensata essenzialmente per Windows Server 2025 ma può essere abilitata anche su Windows 11 abilitando l’apposito driver nei registri di sistema.

Con NVMe nativo in Windows Server 2025, lo stack di storage è progettato appositamente per l’hardware moderno, eliminando i livelli di conversione e i vincoli legacy. Ecco cosa significa per te:

  • Enormi guadagni IOPS – l’accesso diretto e multi-coda ai dispositivi NVMe significa che puoi finalmente raggiungere i veri limiti del tuo hardware.
  • Minore latenza – gli stack tradizionali basati su SCSI si basano su blocchi condivisi e meccanismi di sincronizzazione nel percorso I/O del kernel per gestire le risorse. La tecnologia NVMe nativa consente percorsi I/O semplificati e senza blocchi che riducono drasticamente i tempi di andata e ritorno per ogni operazione.
  • Efficienza della CPU – uno stack più snello e ottimizzato libera risorse di elaborazione per i carichi di lavoro anziché sovraccaricare lo storage.
  • Funzionalità pronte per il futuro – il supporto nativo per funzionalità NVMe avanzate come multi-coda e invio diretto garantisce la preparazione per l’innovazione di storage di nuova generazione.

ATTENZIONE Non ci riterremo responsabili di danni hardware e software causati da questa o dalle altre guide pubblicate su WindowsBlogItalia. Il tutto è fatto a vostro rischio e pericolo e potrebbe comportare, nel migliore dei casi, la perdita dei dati presenti nel device: prima di prendere qualsiasi iniziativa, consigliamo vivamente di effettuare un backup completo di app, foto e documenti.

PREREQUISITI | L’abilitazione funziona soltanto su Windows 11 25H2 in presenza di una unità disco NVMe.

Per tanto, se possedete i requisiti sopracitati per rendere più veloce il vostro SSD NVMe vi basta svolgere questi passaggi:

  1. Scaricate lo strumento ViveTool dal link qui in basso.
  2. Estraete il contenuto del file .ZIP in una cartella, come la cartella ViveTool in Download.
  3. Aprite il Prompt dei comandi come amministratore digitando cmd nel campo di ricerca.
  4. Nella finestra del Controllo dell’account utente cliccate su .
  5. Digitate cd, date uno spazioincollate il percorso in cui avete estratto il contenuto della cartella ViveTool e date Invio:

     cd C:\Users\nomeutente\Downloads\ViveTool

  6. A questo punto, incollate il seguente comando e date Invio:

    ViVeTool.exe /enable /id:60786016,48433719

    e date Invio. Verrà mostrato il messaggio “Successfully set feature configuration“.

  7. Riavviate il PC.

ViVeTool | Scarica

Accelerazione hardware Bitlocker

Un’altra novità che fa il paio con il supporto nativo NVMe e che migliora le prestazioni dei dischi è rappresentata dall’arrivo dell’accelerazione hardware della crittografia Bitlocker. Quest’ultima sfrutta le capacità della CPU per migliorare la velocità delle operazioni di crittografia e decrittografia delle unità NVMe senza perdere prestazioni e diminuendo il carico sulla CPU. Per abilitarla non è necessaria alcuna modifica, è disponibile a partire dall’aggiornamento cumulativo di settembre con le CPU Intel Core Ultra Series 3.

Con la continua evoluzione delle unità NVMe, la loro capacità di offrire velocità di trasferimento dati estremamente elevate ha creato nuove aspettative in termini di reattività del sistema e prestazioni delle applicazioni. Se da un lato questo rappresenta un vantaggio importante per gli utenti, dall’altro significa anche che qualsiasi elaborazione aggiuntiva, come la crittografia e la decrittografia in tempo reale tramite BitLocker, può trasformarsi in un collo di bottiglia se non adeguatamente ottimizzata. 

A partire dall’aggiornamento di Windows di settembre 2025 per Windows 11 24H2 e dal rilascio di Windows 11 25H2 BitLocker sfrutterà le future funzionalità del sistema su chip (SoC) e dell’unità di elaborazione centrale (CPU) per ottenere prestazioni e sicurezza migliori per le unità NVMe attuali e future.

I dispositivi supportati con unità NVMe e uno dei nuovi SoC compatibili con l’offload crittografico utilizzeranno BitLocker con accelerazione hardware e algoritmo XTS-AES-256 per impostazione predefinita. 

Che ne pensate di questo incremento della velocità? Utilizzerete queste nuove funzionalità? Diteci la vostra nei commenti.

Articolo di Windows Blog Italia
Fonti | 1, 2, 3