Con l’aggiornamento di Windows 10 Creators Update, Microsoft ha voluto focalizzare le proprie attenzioni sugli strumenti di produttività per i creativi, ovvero per tutti coloro che usano il computer per la progettazione, come designer, architetti, stilisti e via dicendo. Questo aggiornamento, tra l’altro, arriva in un momento in cui le nuove tecnologie per progettisti – come la stampa 3D – stanno invadendo sempre più velocemente i nostri uffici e le nostre case, grazie all’aumentare dell’offerta e all’abbassamento dei costi.

Con questo articolo inauguriamo una nuova serie di recensioni e guide su stampanti e stampa 3D, ovviamente utilizzando i computer Windows 10 e, entro certi limiti, le nuove app rilasciate da Microsoft come Paint 3D e View 3D.
Non potevamo non iniziare a trattare l’argomento della stampa 3D senza prima recensire quella che probabilmente è la più venduta stampante 3D di sempre, ovvero l’Anet A8.

Anet A8

Recensione Anet A8

Introduzione

L’Anet A8 è una stampante 3D estremamente economica, che costa appena 180 €, ma che comunque riesce a dare grandi soddisfazioni. Sono due gli aspetti più interessanti di questa stampante: il primo è che si basa su un progetto open-source, chiamato Prusa i3, mentre il secondo è che, essendo diffusissima, su internet sono disponibili centinaia di upgrade che potrete stampare voi stessi per migliorare la stampante e, di conseguenza, anche una folta community di maker che in forum o gruppi Facebook vi aiuteranno con gli inevitabili problemini da cui nessuna stampante 3D è esente.

A chi si rivolge

Questa stampante 3D, potenzialmente, può essere usata da chiunque. Il primo aspetto da considerare è che l’Anet A8 vi sarà spedita smontata e toccherà a voi montarvela seguendo i vari tutorial online: abbiamo trovato questo aspetto divertente e formativo, oltre che utile per conoscere meglio il funzionamento della stampante per future calibrazioni e rettifiche. Qualcuno, però, potrebbe preferire una stampante già assemblata – e non gli diamo tutti i torti.
Un altro aspetto da non sottovalutare è che dovete avere almeno qualche idea di cosa stampare: se non siete designer o ingegneri, in grado di progettare i modelli da stampare 3D, potrete soltanto limitarvi a scaricare dei modelli pronti da Thingiverse o simili portali. Imparare a modellare 3D non è semplice, per non parlare della modellazione fine alla stampa 3D, che deve tener conto delle tolleranze, dei supporti, degli spessori e di altre mille variabili.
Inoltre, dovrete avere davvero tantissimo tempo libero e pazienza, soprattutto per le varie calibrazioni, in particolare per il livellamento del letto di stampa, che deve essere perfettamente orizzontale – per trovare la giusta configurazione perderete ore e ore.

Specifiche Anet A8

Tra le specifiche più interessanti della Anet A8 troviamo sicuramente la dimensione del letto di stampa, che permette di stampare 3D modelli da 22 cm x 22 cm x 24 cm. Accetta molteplici materiali, tra cui filamenti in PLA e ABS. Ha infine un letto riscaldato, che consente di ottenere un’aderenza ottimale dei modelli.

  • Letto – 22 cm x 22 cm x 24 cm
  • Estrusore – 0,4 mm, intercambiabile
  • Telaio – In acrilico tagliato a laser
  • Letto – In alluminio, riscaldabile
  • Filamenti supportati – PLA, ABS, luminescente, Nylon, PVA, PP
  • Diametro filamento – 1,75 mm
  • Interfaccia e collegamenti – Display, Micro-SD e USB
  • Formati file – G-code, OBJ, STL

Montaggio Anet A8

Per montare l’Anet A8 è necessaria almeno mezza giornata. Gran parte del tempo sarà necessario per spellicolare i pezzi del telaio e per venire a capo di alcuni problemi e incongruenze rispetto ai tutorial che si trovano online. Quello di seguito è il video che abbiamo seguito e rispetto al quale vi daremo alcune dritte.

  • La prima dritta riguarda il pezzo frontale del telaio in acrilico; potrebbe sembrare simmetrico, ma non lo è. Fate attenzione a montarlo come indicato in questa immagine.
  • Occhio al verso del telaio in alluminio a forma di H che mantiene il letto di stampa: deve essere capovolto rispetto a come indicato nel video – le due fasce parallele devono stare al di sopra di quella che le congiunge.
  • Non c’entra col video, ma abbiamo trovato difficoltà a montare i due binari sui quali scorre l’estrusore. In particolare i due supporti laterali in plastica avevano i buchi troppo stretti per le due aste d’acciaio. Potreste forzarle ad entrare, ma quando un domani le andrete a smontare distruggerete tutto. Noi, molto delicatamente, abbiamo utilizzato un trapano per allargare leggermente i quattro fori.
  • Prima di collegarla alla corrente, scuotete l’alimentatore e cercate di capire se c’è qualche vite a zonzo che potrebbe generare corto circuiti: in passato molti alimentatori dell’Anet A8 hanno preso fuoco per questo motivo.
  • Un’ultima nota riguarda il collegamento dei cavi che vanno dall’alimentatore alla scheda elettronica: se la stampante non dovesse accendersi, vi basterà invertirli. Nel video viene utilizzato uno spinotto in plastica, ma nella nostra confezione c’erano dei semplici cavi da collegare manualmente, ed era facile sbagliarsi.

Qualità di stampa Anet A8

La qualità di stampa dell’Anet A8, per essere una stampante 3D da meno di 200 €, è di gran lunga superiore alle aspettative, soprattutto se provvederete ad aggiornarla stampandovi i vari upgrade di cui parleremo più avanti. Premesso che la qualità di stampa, in ogni stampante 3D, dipende in gran parte dal modello virtuale, da come si configura il file per la stampa, dalla tensione delle cinghie e da tanti altri fattori che assumiamo che siano tarati alla perfezione, le criticità dell’Anet A8 sono le seguenti:

  • X e Y potrebbero non essere perfettamente ortogonali. Nella nostra stampante c’è un errore di 0,58°. Fortunatamente, se avete padronanza dei software di modellazione, potete compensarlo in fase di preparazione del file per la stampa.
  • Soffre abbastanza il ghosting, ovvero l’effetto eco che si genera quando, durante la stampa, c’è un cambio improvviso di direzione, ad esempio un angolo a 90°. Queste imperfezioni della superfice possono essere mitigate cercando di arrotondare gli spigoli vivi del modello, abbassando la velocità di stampa e delle accelerazioni, mettendo un tappetino per assorbire le vibrazioni sotto la stampante. C’è anche chi l’ha fissata a un telaio più robusto, al fine di renderla staticamente immobile.

Precisione Anet A8 (calibro)

Una volta dominati i vari problemi otterrete delle superfici quasi perfette, con tolleranze dell’ordine del centesimo di millimetro, e di qualità di un pelo superiore ad altre stampanti 3D pre-assemblate nella fascia di prezzo tra i 400 € e i 600 €. Con l’Anet A8, contro ogni aspettativa, siamo riusciti a stampare oggetti senza alcun tipo ti supporto, mantenendo comunque una qualità superficiale accettabile – come dimostrano il teschio del T-Rex e dei porta-bobina universali che abbiamo progettato.

PLA o ABS?

I due filamenti più utilizzati per la stampa 3D sono in PLA e in ABS. Nei nostri test abbiamo utilizzato esclusivamente il PLA. Questo materiale è di origine vegetale e in acqua o con una certa umidità e una temperatura di 60° biodegrada. Sebbene, dunque, non sia idoneo ad utilizzi in ambienti caldi o umidi, è incredibilmente rigido, facile da stampare e, soprattutto, può essere “tranquillamente” stampato anche in casa, non emettendo fumi tossici.

L’ABS, invece, è un materiale molto più duraturo, più elastico del PLA, richiede temperature di stampa più alte ed emette fumi tossici che necessitano di un idoneo sistema di ventilazione. Inoltre, ancor più del PLA, l’ABS soffre del problema chiamato warping, che causa la deformazione della base dei modelli in seguito alla contrazione generata dal raffreddamento del materiale – approfondiamo nel paragrafo successivo.

Alcune Anet A8 hanno sfiammato per l’eccessivo consumo di corrente dovuto alle più alte temperature necessarie alla stampa dell’ABS: anche in questo caso c’è una soluzione e consiste nell’utilizzo di un Mosfet (guida Mosfetacquista Mosfet).

Riempimento stampa 3D

La stampa 3D di questi due pezzi è stata interrotta perché hanno iniziato a staccarsi dal letto riscaldato. I due modelli mostrano la struttura interna con riempimento al 20%.

In definitiva, a meno che non abbiate esigenze particolari, vi consigliamo di stampare con filamento in PLA – ce ne sono di tutti i colori (anche effetto legno) e di tutti i prezzi. Noi ci riforniamo da Amazon.it, ma non ci sentiamo di consigliarvi una marca in particolare, anche se le più utilizzate sono BQ, Ice Filaments ed Anycubic.
Le bobine di filamento, solitamente, sono da 1 Kg e durano davvero un’eternità se sapete regolarvi con il riempimento delle stampe 3D.

Vetro, alluminio, nastro blu o lacca?

Chi acquista una stampante 3D per la prima volta si trova immediatamente ad affrontare il problema dell’aderenza dei modelli al piano di stampa. Avere una buona aderenza al letto è fondamentale per due motivi:

  1. Il primo livello è quello più importante e influisce sulla qualità di tutto il resto del modello 3D. Una buona aderenza del primo livello è fondamentale per avere una superfice di parenza liscia e livellata.
  2. Una scarsa aderenza al piano di stampa causa il warping, ovvero il distacco dei bordi del modello che si contraggono verso l’alto, deformando tutta la stampa.

Esempi di warping con Anet A8

Da sinistra – Nastro blu freddo, nastro blu a 60°, vetro a 65°. L’ultimo pezzo non ha sofferto il warping.

Online esistono varie soluzioni che mirano a migliorare l’aderenza delle stampe 3D al letto riscaldato. Le abbiamo provate quasi tutte, tranne la lacca, e questa è la nostra lista dalla migliore alla peggiore:

  1. Vetro 3 mm a 65°.
  2. Nastro blu a 60°.
  3. Nastro giallo a 60°.
  4. Nastro blu freddo.
  5. Nastro giallo freddo.
  6. Vetro freddo.
  7. Alluminio caldo.
  8. Alluminio freddo.

Il nastro blu ha un’ottima presa: il problema non è tanto il modello che si scolla dal nastro blu, quanto il nastro blu che si scolla dal piatto riscaldato. Per questo motivo abbiamo deciso di optare per una lastra di vetro da 3 mm acquistata, su misura, da un vetraio per 2 €. Per il PLA, normalmente, basta un letto a 60°, ma se userete il vetro vi consigliamo di aumentare la temperatura a 65°, dato che il calore viene in parte disperso nel trasferimento dall’alluminio. Da quello che abbiamo capito, tra il vetro caldo e il modello si crea una sorta di effetto ventosa che garantisce un’aderenza perfetta e un rilascio in fase di raffreddamento che semplifica moltissimo il distacco del modello 3D ultimato.

Upgrade Anet A8

Come vi avevamo anticipato, tra gli aspetti più interessanti dell’Anet A8 c’è la possibilità di scaricare e stampare degli upgrade che miglioreranno notevolmente la qualità della stampa 3D rispetto alla macchina stock. Qui di seguito elenchiamo quelli che abbiamo installato nella nostra Anet A8 (in ordine di come vi consigliamo di stamparli):

  • Porta-bobina – Al fine di ottenere modelli 3D robusti è fondamentale che il filamento possa entrare senza sforzo nell’estrusore. Nella confezione dell’Anet A8 è incluso un supporto per le bobine di filamento, che però non ne consente una rotazione fluida come sarebbe invece necessaria. Su Thingiverse trovate decine di pota-bobina, ma quello disegnato da Adriano Alfaro è diverso da tutti gli altri in quanto supporta le bobine con un diametro più grande del formato standard ed è pensato per utilizzare la minor quantità di materiale possibile. Se sceglierete questo modello dovrete anche acquistare 4 dadi e due cuscinetti a sfera.
  • Guida per il filo e pulsante per l’estrusore – Questi due piccoli modelli potrete stamparli simultaneamente: uno serve a mantenere ordinato il filo, l’altro a non farvi male quando dovete cambiare il filamento.
  • Sistema di raffreddamento semicircolare – Tra i più popolari upgrade per l’Anet A8, questo condotto per il raffreddamento si sostituisce a quello originale e consente di raffreddare più omogeneamente il filamento appena estruso.
  • Tensionatore della cinghia Y – Tenere le cinghie sempre in tensione è fondamentale per stampe di qualità. Questo pezzo, che sostituisce quelli in acrilico, consente di regolare, tramite una grossa vite, la tensione della cinghia Y. Se deciderete di stampare questo upgrade, non dovrete acquistare una nuova cinghia.
  • Tensionatore della cinghia X – Esistono varie versioni di questo upgrade: diciamo che si differenziano per adattarsi alle varie revisioni dell’Anet A8, che è in continuo aggiornamento. Vi abbiamo linkato il più recente, ma assicuratevi che sia compatibile con la vostra stampante. Inoltre, occhio che alcuni di essi necessitano dell’acquisto di nuove cinghie.
  • Clip per la cinghia Y – Abbiamo trovato molto pratico anche quest’altro upgrade, che consente di bloccare la cinghia dell’asse Y senza utilizzare viti, semplificando anche l’eventuale sostituzione.
  • Rinforzo per il frame anteriore – Se proprio volete strafare, questo upgrade rinforzerà in frame anteriore riducendo lo stress causato dalla cinghia Y e, quindi, anche le vibrazioni.

Conclusioni

L’Anet A8 è una grande stampante, ma bisogna imparare ad amarla. I punti di forza e di debolezza li abbiamo già ampiamente trattati, ma se avete ulteriori domande, non esitate a porle nei commenti – saremo felici di rispondervi! E voi, cosa ne pensate di questa economica stampante 3D? Vi abbiamo fatto venire la voglia di acquistarla?

Articolo di Windows Blog Italia

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