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Non il solito All-in-One

Fin dai primi brevetti firmati da Microsoft, Surface Studio è stato visto come un altro All-in-One. Ma Microsoft, con gli ultimi dispositivi della linea Surface, ci ha mostrato che non insegue i suoi concorrenti, presentando gli stessi dispositivi e migliorando solo le caratteristiche tecniche o i materiali. Microsoft crea nuove categorie di prodotti. L’abbiamo visto con il primo Surface, e l’abbiamo rivisto con il Surface Book.

Surface Studio, con il suo display reclinabile, la penna e Surface Dial come dispositivi di input, va molto al di là della categoria All-in-One. È un PC desktop pensato per i creativi. Lo conferma anche la fascia di prezzo (dai 3000 $ di base, fino ai 4200 $ per la versione più potente), oltre alle sue caratteristiche tecniche: processori fino a Intel Core i7 e RAM fino a 32 GB. È pensato per designer, ingegneri, architetti, illustratori, musicisti o, se vogliamo, per gli artisti.

Surface Studio Dial microsoft

Surface Dial è un controller wireless che si può posare direttamente sul touchscreen per richiamare funzioni utili in base all’app che stiamo usando. Dimostra in pieno gli sforzi, portati avanti da Microsoft, per unire esperienze reali con quelle digitali, portando gli artisti più vicini al mondo digitale.

Ciò che volevamo fare con questo prodotto è portarvi dall’essere la persona più produttiva possibile, ad essere la più creativa. Portare i due aspetti il più vicino possibile, così che quando vi avviciniate alla vostra scrivania, essa si trasformi nel vostro studio – Panos Panay.

Il display come foglio da disegno

Surface Studio è equipaggiato da uno schermo da 28” che si appoggia su una base che contiene il processore, la scheda video nVidia e due altoparlanti stereo. Tre ventole e una heat-pipe per raffreddare il tutto. Un cardine (il nome in codice di Surface Studio) a due bracci si estende dalla base per sostenere il display spesso solo 12,5 millimetri. Quest’ultimo può flettersi fino a raggiungere un angolo di 20° col piano di appoggio, perfetto per l’uso come area da disegno. In posizione verticale, invece, per avere una percezione completa post-lavoro di precisione sui dettagli.

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Il ruolo del display è di ricreare tutto ciò che vediamo nella vita reale sullo schermo il più accuratamente possibile – Stevie Bathiche.

Il direttore di ricerca e scienza applicate afferma che piuttosto che focalizzarsi su un potenziamento estremo delle specifiche tecniche, hanno preferito lavorare sull’ottimizzazione con il sistema operativo e le sue applicazioni. Del resto, Surface Studio monta l’hardware di un portatile. L’esempio più lampante è rappresentato dalla visualizzazione di un carattere impostato a 12 punti sullo schermo, che ha la stessa identica dimensione di un carattere stampato su un foglio di carta.

Quando Bathiche e il suo gruppo stavano lavorando alle specifiche del display di Surface Studio, Apple rilasciava il suo iMac con un display 5K. Era l’ottobre del 2014, due anni fa.

Andai da Panos e gli dissi “possiamo battere Apple di un megapixel, o possiamo lavorare su un display che sia scalabile alla realtà”.

Per raggiungere la perfezione, tutto doveva essere calcolato precisamente e a livello matematico. Surface Studio ha 192 DPI (punti per pollice), perfetto per lo scaling di Windows 10. La diagonale dello schermo è 28,165 pollici, per una risoluzione finale di 4.5K, circa un milione e mezzo meno di Apple, ma più che sufficiente per far scomparire ogni pixel.

Il PC che scompare

Una parte della nostra filosofia è che il computer crea il campo per il software, e tutto il resto rimane in silenzio in secondo piano.

Il team di Ralf Groene ha lavorato per mettere in risalto solo il software. I bordi dello schermo sono molto sottili e, soprattutto, quando Surface Studio è reclinato, la base e il cardine scompaiono completamente. Perfino la cromatura sulla base e sui bracci del cardine non è una decisione presa a caso o scelta per bellezza: la cromatura serve a riflettere l’ambiente intorno, per camuffare tutto ciò che non sia lo schermo.

La magia del Surface Dial

Surface Dial è un dispositivo che molti hanno definito “dal futuro“. È essenzialmente un cilindro con la base in gomma, ma nasconde una serie di sensori touch che permettono di controllare tutto quello che c’è sullo schermo. Appoggiandolo sul display di Surface Studio e ruotandovi attorno con le dita potrete zoomare o scorrere pagine. Nelle app che implementano le API per richiamare i controlli del Dial, apparirà sullo schermo un cerchio con diverse funzioni aggiuntive.
L’obbiettivo è quello di mantenere gli utenti concentrati sul lavoro, piuttosto che farli distrarre in cerca dei vari controlli in ogni app. Nel contempo, si risparmiano anche numerosi e inutili passaggi senza mai distogliere lo sguardo dal progetto.

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Al lancio di Surface Studio soltanto 7 app saranno pienamente compatibili con il Dial, ma Microsoft sta lavorando con partner importanti, come Adobe, per far loro implementare le API necessarie negli applicativi più famosi – come Photoshop.
Tra i primi supporter di Dial troviamo StaffPad, un’app che permette di scrivere musica usando la penna. Con Surface Dial sarà possibile muoversi all’interno dello spartito con facilità.
Un’altra app innovativa che vedrà l’integrazione di Dial sarà Mental Canvas. Permette agli utenti di trasformare disegni 2D in un’esperienza 3D grazie a calcoli matematici che riescono a percepire la prospettiva 3D degli oggetti disegnati.

Surface Dial rappresenta, per così dire, il coronamento del sogno di Microsoft iniziato con il primo vero Microsoft Surface, un tavolo touchscreen enorme ed interattivo, tutt’oggi usato da giornalisti. L’obiettivo, anche allora, era quello di usare oggetti fisici che interagiscono con oggetti digitali.
Surface Dial è riuscito in pieno a permettere questo tipo di esperienza, ma Microsoft ha già fatto capire che questo è solo l’inizio e permetterà anche ai partner produttori di PC di accedere a questa tecnologia, per permettergli di adottare soluzioni similari a Surface Dial favorendone lo sviluppo.

I creatori sono ovunque

Microsoft è convinta che i creatori siano ovunque, per questo sa che ci saranno utenti che vorranno Surface Studio sulla loro scrivania anche se non sono artisti, architetti o ingegneri. Riguardo le vendite del dispositivo, Microsoft non sta cercando il successo immediato: la casa di Redmond vuole che Surface Studio arrivi sul mercato nelle giuste quantità, per permettere alle persone giuste di metterci su le mani e provarlo.

Come vedete il lavoro portato avanti da Microsoft e dal team di Panos Panay? Fateci sapere la vostra nei commenti.

Articolo di Windows Blog Italia
Fonte | FastCompany