Mancano pochi giorni al rilascio pubblico di Windows 11 e secondo un sondaggio oltre la metà dei PC aziendali non è pronta a supportare il nuovo sistema operativo.

CPU e TPM, ecco come Windows 11 esclude device aziendali

Una ricerca pubblicata da Lansweeper evidenzia come la maggior parte dei dispositivi aziendali non sia pronta a supportare Windows 11, il cui rilascio pubblico come aggiornamento gratuito per Windows 10 inizierà il 5 ottobre 2021. Tuttavia, solamente i device con i requisiti necessari potranno aggiornare a Windows 11. Se il PC non soddisfa i requisiti si continuerà a ricevere gli aggiornamenti di Windows 10. I nuovi requisiti di sistema minimi includono una lista abbastanza recente di CPU, oltre l’abilitazione del modulo TPM – e questo sembra aver tagliato fuori una grossa fetta di utenti business e i loro dispositivi. In particolare, secondo questa ricerca, le workstation esaminate:

  • 44,4 % dei dispositivi ha una CPU supportata ufficialmente da Windows 11; il 55,6 % è già tagliato fuori.
  • Fortunatamente, il 91 % dei device ha una memoria RAM sufficiente a supportare Windows 11.
  • Il TPM 2.0 è attivo sul 52,55 % dei dispositivi, il 19 % non lo supporta, mentre il 28 % non è dotato di una versione di TPM compatibile o non ce l’ha abilitato.

Per quanto riguarda le macchine virtuali, la situazione è perfino peggiore. La compatibilità a livello di CPU è leggermente più elevata, raggiungendo il 44,9 %, ma i dispositivi con RAM sufficiente sono solo il 66,4 %. Infine, la presenza del TPM 2.0 è a livelli bassissimi: soltanto lo 0,23 % delle VM lo ha abilitato.

Su server fisici, il TPM 2.0 è abilitato soltanto sull1,49 % delle macchine. I dati del documento di ricerca si basano su oltre 30 milioni di dispositivi Windows all’interno di 60’000 aziende. Traendo le somme, soltanto il 44,4 % delle workstation potrebbe ricevere l’aggiornamento automatico a Windows 11.

Che ne pensate di Windows 11 nel mercato aziendale? Quanto tempo ci vorrà prima che le aziende migrino al nuovo sistema operativo? Ditecelo nei commenti qui sotto.

Articolo di Windows Blog Italia
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